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Archive for gennaio 2010

Ripascimento: Febbo, interventi necessari ed a basso impatto

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Articolo segnalato da VastoComunicazioni

RIPASCIMENTO: FEBBO,INTERVENTI NECESSARI ED A BASSO IMPATTO
L’ASSESSORE, PROGETTO MODIFICATO PER TUTELARE LITORALE VASTO

(REGFLASH) Pescara, 30 gen. “Sarà molto meno di 200 mila metri cubi il quantitativo di sabbia da prelevare a nord della punta del molo di Vasto e non di due milioni di metri cubi come, invece, da qualche parte, si vuole pretestuosamente far apparire”. L’assessore alla Pesca, Mauro Febbo, torna a chiarire i termini dell’azione di ripascimento che riguarderà “solo ed esclusivamente il litorale di Casalbordino. Inoltre – aggiunge l’assessore – l’area oggetto della movimentazione di sabbia è stata ridotta a meno di venti ettari, praticamente una goccia d’acqua nell’oceano, ed è stata posta il più lontano possibile dalla linea di riva, a partire dalla punta del molo nord, distante almeno 500 metri da Punta Aderci, e con una profondità di scavo che non sarà superiore a 1 metro e mezzo”. Il progetto di ripascimento della costa abruzzese, che è sul punto di essere avviato, risale al luglio del 2007 quando un’apposita delibera della precedente Giunta regionale approvò il preliminare. Il via libera al progetto esecutivo arrivò appena due mesi più tardi. “Tuttavia, a differenza del precedente Governo di centro sinistra che approvò il progetto di rinascimento senza che nessuno muovesse critiche o osservazioni di alcun genere – sottolinea l’assessore Febbo, – noi abbiano deciso di modificarlo in modo da salvaguardare il litorale di Vasto, forti del supporto di relazioni scientifiche fornite da illustri tecnici delle Università della Sapienza di Roma, di Chieti e dell’Aquila oltre che di quelli dell’Arta. Spiace constatare che qualcuno intenda alimentare strumentalmente una becera speculazione politica su un argomento così delicato”. Per ricostruire la vicenda, l’assessore Febbo ripercorre alcuni passaggi ufficiali che si sono susseguiti fino a questo momento. “Sul tema sono state fatte almeno due conferenze di servizio, il 10 agosto 2007 ed il 5 febbraio 2008. Dove erano il sindaco di Vasto e quello di Casalbordino? Mi sembra strano che, solo oggi, a distanza di quasi tre anni dall’avvio di tutto il procedimento, il sindaco di Casalbordino Bello si ricordi di evidenziare quelle che ritiene le criticità di un progetto finanziato per 21 milioni di euro dal Cipe senza avere competenze tecniche specifiche. Eppure, durante tutto questo tempo, sembra che non abbia mai posto obiezioni di sorta. Almeno a giudicare dagli atti ufficiali”. Sulle problematiche specifiche riferite al litorale di Casalbordino, l’assessore Febbo, ribadisce, pertanto, che “è già stato ufficialmente comunicato al sindaco Bello che, secondo il piano di intervento, i lavori di ripascimento verranno effettuati dal 2 aprile al 1 maggio proprio sulla base di una specifica richiesta dello stesso primo cittadino, peraltro, manifestata nella Conferenza di Servizi dell’11 novembre scorso. Una scelta – aggiunge Febbo – dettata proprio dalla necessità di non danneggiare la stagione balneare. Per cui, non è assolutamente vero che la draga finirebbe per concludere a Casalbordino il suo intervento sulla costa abruzzese. Inoltre, – prosegue l’assessore – si tratta di operazioni che verrebbero compiute in appena dieci giorni lavorativi. Tuttavia, visto che la draga sarà in azione 24 ore su 24, è ipotizzabile che, tempo permettendo, i lavori si possano concludere anche prima della data limite del 1 maggio”. Inoltre, sulla scelta di effettuare sul litorale di Casalbordino solo il rinascimento, escludendo, quindi, altre tipologie di intervento, il Servizio difesa della costa e opere marittime della Regione riferisce che, nella zona nord di Casalbordino, sono presenti numerose dune e questa circostanza renderebbe difficile, se non impossibile, una protezione adeguata della costa con barriere rigide come quella garantita dai “pennelli” a terra che sono stati collocati nella zona centrale del litorale. In merito, poi, all’esigenza di allungare il molo alla foce del Sinello di almeno il doppio rispetto alle dimensioni attuali, l’assessore ricorda che “è già stato già prodotto un allungamento del molo attraverso lo stanziamento di precedenti fondi. Ciò non toglie che l’idea possa essere ripresa in considerazione in futuro quando dovessero essere disponibili altre risorse”. Infine, l’assessore Febbo tiene a precisare che nessuno stop ai lavori è stato dato dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici per l’estrazione di sabbia in una zona prospiciente la Riserva di Punta Aderci. A giudizio dell’assessore, si tratta semplicemente di una richiesta di integrare la documentazione necessaria per iniziare i lavori il prossimo 10 febbraio così come previsto. (REGFLASH) DR100130

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gennaio 31, 2010 at 12:28 PM

Da Histonium a Boianum

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di Adriano Bologna

Gli Oski provenienti da S.Lorenzo allora (Magon) e Carpineto, allora (uat-uat) fondarono Boianum (Vitella) in lingua Oska. Quando gli Oski 1500 anni avanti Cristo ,si stabilirono nella primordiale terra promessa, la valle del sinello, trovarono una popolazione originale, senza cultura, secoli prima venuta dall’oriente. Questa popolazione a primavera, sacrificava il primogenito agli dei, cercando di accaparrarsi il benvolere di questi, nei problemi di sopravvivenza. Questo selvaggio modo di concepire la vita, venne subito stroncato dagli Oski, che introdussero il sacrificio agli dei del (uitello)-Vitello. (Lu Utell) -vitello -viene pronunciato in dialetto Carpinetano ancora esattamente come 3500 anni addietro in lingua Oska. Gli Oski, a primavera, usavano seguire le api per scoprire dove fossero terreni proliferi. In una remota primavera, come da usanze Oske ,mandarono a seguire le api da una giovane coppia Oska ,che portarono con se un vitello. Nell’attuale posto dove sorge oggi Boiano si fermarono le api, il vitello trovò pascolo in abbondanza, così la coppia si stabilì sul posto e nacque Vitella, poi Boianum. Il tutto non è una favola, bensì (vedi mappa di bronzo portata alla luce nei pressi, Telese Terme).

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gennaio 30, 2010 at 9:36 PM

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Promosso il progetto di clown terapia dell’associazione di volontariato Ricoclaun Vasto Onlus

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Riceviamo da Rosaria Spagnuolo

Clownterapia in corsia: Carfagna presenta i progetti
Tra i vincitori…”L’associazione di volontariato Ricoclaun Vasto Onlus”

Il consiglio dei ministri, finanzia interventi a carattere sperimentale finalizzati a sostenere gli organismi del terzo settore impegnati in attività di clown terapia, mediante i quali il Dipartimento per le Pari Opportunità intende promuovere interventi destinati a bambini che vivono la difficile situazione dell’ospedalizzazione.

Venerdì 29 gennaio alle ore 12, presso la Sala Monumentale del Ministero per le Pari Opportunità in Largo Chigi, 19, il Ministro Mara Carfagna, insieme al Capo Dipartimento Isabella Rauti, illustrerà alla stampa i 35 progetti finanziati dal Dipartimento per la realizzazione della clownterapia negli ospedali.

Tra questi c’è anche il progetto presentato dall’associazione di volontariato “Ricoclaun Vasto Onlus” linea di attività 1,”La clown terapia nei reparti pediatrici degli ospedali di Vasto, Lanciano e Termoli.” Tra l’altro nel progetto c’è l’attivazione di una biblio-clown, una biblioteca clown, itinerante nel reparto di Pediatria.

Sorta a Vasto (Ch) nel 2004, l’associazione Ricoclaun Vasto Onlus, si occupa di clownterapia,sulla scia di Patch Adams, il medico americano reso noto dall’omonimo film (Patch Adams, USA 1999), persuaso pioniere della risata come terapia alternativa, convinto che la degenza ospedaliera, è sempre un momento traumatico sia per l’adulto e in particolare per il bambino, che affronta un’esperienza di vita in grado di influenzare il suo normale sviluppo.

Considerando che il diritto al miglior trattamento e alle migliori cure possibili è un diritto fondamentale specialmente per i minori, il Dipartimento per le pari opportunità ha promosso e sostenuto azioni finalizzate ad un miglioramento complessivo dell’assistenza ospedaliera, in particolare l’operato degli organismi del terzo settore impegnati in attività di clown terapia.

La clown terapia è l’applicazione di un insieme di tecniche – derivate dal circo e dal teatro di strada – in contesti di disagio sociale o fisico (ospedali, case di riposo, orfanotrofi, centri di accoglienza ecc.), al fine di stimolare la parte sana della persona, ironizzando sulle pratiche mediche, sdrammatizzando gli stati angoscia che possono assalire il malato, chi lo assiste e chi lo cura.

I volontari clown dell’associazione Ricoclown Vasto Onlus, offrono momenti di spensieratezza :

* nei reparti di Pediatria, Malattie Infettive, Gastro-Nefro, Ortopedia, Medicina, Urologia dell’ospedale di Vasto,
* nel centro diurno per disabili del Comune di Vasto (Ch)
* dal 7.2.2010 anche nell’ospedale di Termoli , presso i reparti di Pediatria e Ortopedia,
* prossimamente nell’ospedale di Lanciano nel reparto di Pediatria
* e in altre aree di disagio che di volta in volta vengono segnalate all’associazione.

I volontari sono persone comuni, di ogni età e professione, che nei week-end, indossando camici colorati e nasi rossi, si cimentano in gags, giochi di prestigio, sculture con palloncini e così via.

Li accolgono l’entusiasmo dai più piccoli e il divertito stupore degli adulti, li compensano a volte una risata, a volte il cenno schivo di un sorriso.

Usando la «clowneria» il volontario clown opera un cambiamento terapeutico, si serve del gioco comico o poetico come metafora terapeutica per far scaturire l’energia vitale del ridere come emozione-sfondo e stato alterato di coscienza, rivolgendosi non solo ai degenti, ma all’intera comunità ospitata dalla struttura (parenti, personale sanitario, volontari ecc.), elaborando le migliori strategie di comunicazione ed interazione, attraverso un ascolto attivo ed attento dei contesti e delle situazioni in cui opera.

Al fine di potenziare il numero dei propri volontari, l’associazione “Ricoclaun Vasto Onlus” organizza a Vasto un apposito corso di formazione per gli aspiranti clown della durata 16 ore a Marzo 2010, previa selezione.

Dopo il corso, è previsto un affiancamento con clown volontari con servizi nell’ospedale di Lanciano, Termoli e/o di Vasto 2 volte al mese, di sabato e/o domenica pomeriggio e momenti di formazione periodica.

Hai voglia di donare tempo e gioia a chi soffre?

Vorresti diventare un volontario clown in ospedale? Sei libero 2 pomeriggi al mese (sabato e/o domenica) più qualche serata?

Non occorre essere artisti per diventare volontari clown, e neppure essere medici: è sufficiente avere voglia di giocare e di mettersi in gioco, di guardare il mondo con allegria e di donare un pò del proprio tempo.

Requisiti: un bel sorriso e buona volontà e stima di sé.

Ti solletica l’idea, Il sorriso è contagioso … possiamo contagiarti? Contattaci!

Rosaria – 3400617294 (dopo le 14) Lanciano e Vasto
Cocò – 3209461044 (dopo le 17) Termoli

Rosaria Spagnuolo
Presidente Ricoclaun Vasto Onlus

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gennaio 28, 2010 at 11:37 PM

Pubblicato su A Vasto

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Ripascimento oppure Rimungimento?

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Riceviamo e pubblichiamo

Caro Direttore in questi giorni ho letto tutta una serie di commenti e tutte le varie iniziative poste in essere per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica e l’opinione politica sull’infausta idea di prelevare sabbia dal largo di Punta Penna per trasportarla a Casalbordino Lido.Ogni anno o quasi si legge che la costa di Casalbordino Lido e’ stata allargata artificialmente per dare modo ai turisti di avere un po’ di spiaggia.Tutto in questi anni e’ stato vano e ora di nuovo si effettuera’ il ririripascimento della spiaggia con sabbia dorata,anche se io a questo punto dico d’oro .Piu’ che al colore della sabbia ,mi riferisco …al metallo e cioe’ all’enorme costo in termini finanziari.Mi piacerebbe sapere quanto denaro e’ costato quella lingua di sabbia che puntualmente viene artificialmente ricreata.Piu’ di ripascimento,sembra un rimungimento continuo e costante che garantisce alle aziende(beate loro) una rendita vitalizia?Il problema viene puntualmente aggirato senza risolverlo veramente?Se risolvono il problema,poi addio finanziamenti?Un esempio lampante della buona gestione della erosione marina risolta in modo permanente e’ indubbiamente le Morge di Torino di Sangro. Fino ad una decina di anni fa ,il mare lambiva gli stabilimenti balneari infatti gli ombreggi erano contati e la sabbia era …solo un miraggio.Io lavoro da anni con i Responsabili di questi Stabilimenti e mi hanno raccontato che aver acquistato allora e fatto investimenti con cosi’ poco arenile era stato un vero e proprio atto di coraggio,un azzardo .In questi giorni ho ragionato su come risolvere questo eterno problema che a Casalbordino ormai persiste da decenni e allora ho ricordato cosa mi ha confidato un Responsabile di uno Stabilimento delle Morge.Cosa mi ha detto? Il problema fu risolto con la costruzione di barriere frangiflutti .Sembra una banalita’,ma Torino di Sangro ora puo’ vantare un arenile invidiabile e apprezzato dai turisti e dai residenti del comprensorio grazie alla ottima idea di fare dei frangiflutti che facessero da barriera protettrice della spiaggia antistante.Mi sono preso la briga di andare a vedere con le immagini dal satellite cui allego link http://maps.google.it/ e si nota una cosa limpidissima e cioe’ che Casalbordino ha urgente bisogno di ricostruzione barriera frangiflutti fatto a dovere e poi …solo poi di ripascimento.La barriera e’ ormai inefficace e si vede ad occhio nudo anche da un profano come me.Se non si vuole buttare di nuovo denaro pubblico in un inutile(per Loro) e di un dannoso(per Noi) prelievo di arenile si deve valutare questa ipotesi.Non sono un tecnico,non sono un ingegnere,ma ho visto sul campo come un buon lavoro di barriere protettrici che frenino in qualche modo la forza dirompente del mare in tempesta permettera’ anche a Casalbordino Lido di avere un arenile degno di questo nome e di avere sicuramente piu’ affari .Caro Direttore le dico una confidenza…alle Morge ora la barriera crea ogni anno qualche centimetro di costa in piu’ e quindi piu’ posto per i bagnanti .Credo che facilmente questa nota sara’ come parlare al vento e cioe’ inutile,perche’ a bocce ferme e’ chiaro che a Casalbordino Lido piu’ di ripascimento si tratta di…rimungimento .Il problema forse deve rimanere for ever ? La sabbia e’ d’oro come il colore che ha e come il prezioso metallo,visto le stratosferiche cifre in ballo.
Cordiali Saluti da Davide Delle Donne

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gennaio 28, 2010 at 11:28 PM

Petrolio, un serio problema.

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Riceviamo e pubblichiamo.

Egregio Direttore,
Le invio questa lettera indirizzata a tutti coloro che fino ad oggi hanno ritenuto di poter classificare i problemi ambientali come obbligati compromessi da stipulare con lo sviluppo.
Queste persone si sbagliano. L’Abruzzo ha bisogno di lungimiranza ed il petrolio è una risorsa esauribile che non solo non produrrà benessere nell’immediato ma genererà enormi problemi nel lungo termine.
Mi piacerebbe parlare dei rischi sanitari collegati alle estrazioni petrolifere e alle attività di raffinazione ad essa collegata ma, in tutta onestà, non credo che questo possa interessare governi regionali e nazionali.

Sono stati tanti i professionisti ed i cittadini che, (studi alla mano), hanno denunciato pubblicamente come le estrazioni petrolifere genereranno acido soflidrico e quindi aumento del cancro del colon e di aborti spontanei.
Tuttavia, nonostante le diverse osservazioni, nessun referente politico è riuscito, ad oggi, a scongiurare definitivamente il pericolo petrolio. Per tale motivo, nell’intento di spingere all’azione i nostri rappresentanti regionali e nazionali, cercherò di porre il problema nel modo più distaccato e cinico possibile.

Studi olandesi evidenziano come le città che ospitano attività petrolifere hanno una spesa sanitaria di 5 volte più alta delle città non petrolifere.

I cittadini della costa teatina sono 104.638 esclusa la città di Lanciano (36.569 abitanti)che comunque risentirà pesantemente dell’inquinamento atmosferico. Tra le patologie procurate dall’inquinamento di aria e acque marine ci saranno anche le malattie respiratorie croniche. Queste abitualmente colpiscono soprattutto anziani e bambini, determinando un cospicuo aumento dei tassi di ospedalizzazione.

In quest’ottica l’affare petrolio non solo è deleterio per la nostra regione ma per tutto il sistema sanitario nazionale.

Terminando, faccio notare come già da tempo alcune imprese petrolifere cercano su Chieti un figura professionale per Well Testing, Workover & Completions Specialist. Riporto di seguito le parole di parte dell’annuncio: “Invia il CV Il ruolo riporta al Responsabile di Area Pozzo e si interfaccia principalmente con l’area Giacimenti. Inoltre intrattiene rapporti con i diversi referenti aziendali, “clienti” dei progetti, quali: Esplorazione, Operazioni Italia e Branch estero.”
Di seguito anche il link del validissimo motore di ricerca lavoro experteer:
http://www.experteer.it/account/signup_now/job/483717
Insomma, guadagneremo un posto di lavoro e ne perderemo a centinai, tutto in cambio di malattie.

A questo punto mi chiedo:

– Perchè le multinazionali del petrolio cercano già da tempo un manager per attività di trivellamento proprio su Chieti?
– Perchè il presidente Chiodi si ostina a negare il problema?
– Perchè la Regione non preme sul governo nazionale?

Aspettando risposte.
Saluti,
Alessandro Gentile

Written by vastesi

gennaio 28, 2010 at 9:38 am

Vasto capitale

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di Adriano Bologna

Dopo la seconda guerra mondiale, la Germania per rinascere il più presto possibile, creò le Federazioni, divise in piccoli distretti. L`Italia, specialmente nel mezzogiorno, non ha avuto ai tempi da nessuno l`idea di farlo, perdendo un treno molto importante, ma allora perchè non lo facciamo adesso?
I Distretti consistevano nell`avere ogni tre paesi, La Provincia, con tutti gli uffici Statali più importanti. Ogni tre paesi, oppure ogni 50.000 abitanti La Prefettura, con tutte le responsabilità sociali economiche della zona di cui si è responsabili. Se i servizi dello Stato fossero qualitativamente rapportati al volume di tasse pagate, così come negli Stati Federali, Vasto e l`alto Vastese in Italia dovrebbe essere una delle zone più sviluppate, visto che la zona industriale della Val di Sangro e di S. Salvo sono tra le più intense d`Italia. Secondo la logica, che, dove si pagano più tasse ci dovrebbero essere più servizi qualitativi, visto che il 70% della manodopera nelle zone industriali menzionate, la fornisce l`alto vastese, allora le nostre strade dovrebbero essere non disastrate, ma di primordine. Dove vanno a finire i nostri soldi? Con i Distretti lo Stato avrebbe un controllo più diretto sul territorio e potrebbe nelle zone più povere intervenire, per esempio, con investimenti Europei, dando agevolazioni Fiscali come negli altri Stati. Ma cosa dico, dimenticavo che il nostro Fisco è antico e marcio come la Chiesa Cattolica. Se Vasto fosse la Capitale della nostra Zona e il Fisco fosse legale, allora sì che saremmo un piccolo Stato civile e giusto.

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gennaio 27, 2010 at 6:16 PM

Mostra mercato dell’Antiquariato a Vasto

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Riceviamo e pubblichiamo

Comunicato stampa 26/01/2010

Mostra mercato dell’Antiquariato a Vasto

Apre i battenti, nel primo weekend di febbraio (g. 6-7), una Mostra – mercato dell’antiquariato a Vasto, nel cuore dell’Antica Histonium : Piazza S. Pietro, Via Adriatica, Piazza Del Popolo con annessa sala Vittoria Colonna.

Scopo della manifestazione: valorizzare una delle zone più suggestive del Centro Storico attraverso l’offerta di un antiquariato diversificato, che spazia da un prodotto di piccolo antiquariato fino a comprendere oggetti da collezione e pezzi di pregio, il tutto all’insegna dell’autenticità.

In questa prima fase, si prevede l’affluenza di una quarantina di espositori provenienti da diverse località. Oltre una decina gli antiquari che troveranno posto nella sala Vittoria Colonna e in altri locali del Centro.

L’amministrazione comunale, che patrocina la manifestazione con l’organizzazione della Confesercenti e di esperti del settore ( ing. A. Santoro e dott.ssa C. Russo ) ne auspica un progressivo incremento in modo tale che potrà ripetersi ogni primo sabato e domenica del mese coinvolgendo anche le zone limitrofe.

Notevole l’interesse degli operatori locali e di quanti hanno a cuore il futuro del Centro Storico che, con i suoi monumenti, le chiese, gli importanti edifici , i vicoli e le intime piazzette collocati in una stupenda cornice naturale, ha tutte le carte in regola per proporsi quale volano di un turismo di qualità non solo per il territorio vastese ma per l’intero Abruzzo.

Presenti alla conferenza stampa :

-il vice sindaco, Vincenzo Sputore

-il direttore della Confesercenti, Simone Lembo

-esperti del settore:
dott.ssa Concetta Russo
ing. Antonio Santoro

Info. Tel\fax: 087359158 ; cell: 3472240194 – 3474700853
e -mail: vasto@confesercentich.it \ conceptionvasto@libero.it

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gennaio 27, 2010 at 10:18 am

Ombrina Mare A, una sintesi del progetto.

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Riceviamo e pubblichiamo.

Ombrina Mare A

Questo nome, preso in prestito da un pesce molto comune nei nostri mari, si riferisce ad un progetto di coltivazione e centro di primo trattamento di idrocarburi che rimarrà almeno 24 anni di fronte alla Costa dei Trabocchi, tra S.Vito e Punta Cavalluccio, presentato dalla Medoil Gas S.p.A..

Visibile, vista la vicinanza e la conformazione del nostro litorale, da tutte le riserve e luoghi più suggestivi della costa da Ortona a Vasto.

Un progetto che ha 2 piattaforme, una mobile tipo Galloway- come quella che stazionò nel 2008 tra Ortona e S.Vito – per la perforazione di 4/6 pozzi per 6/9 mesi di permanenza, e una fissa chiamata Ombrina Mare A (sintesi) che andrà a posizionarsi sul tripode del pozzo Ombrina Mare 2dir 2008.

A completare il mostruoso scenario, a 4Km in direzione NE da OM A, si posizionerà una nave serbatoio galleggiante per il primo trattamento idrocarburi denominata Floating Production Storage Offloading -FPSO– ossia Sistema Galleggiante di Produzione, Stoccaggio e Trasbordo – in pratica un Centro Oli galleggiante!- che immetterà in atmosfera più di una tonnellata al giorno di fumi derivanti dal primo trattamento di idrocarburi, contenenti: Sox (ossidi di zolfo), Nox (ossidi di azoto), CO (ossido di carbonio), H2S (idrogeno solforato), NMHC (idrocarburi non metanici ) – quest’ultimi l’OMS li ha classificati come cancerogeni, per cui non è possibile definire una soglia minima al di sotto della quale non si hanno effetti apprezzabili sulla salute.

Il danno per un mare già così malamente sfruttato e inquinato negli ultimi decenni, sarà fortissimo.

Turismo, pesca, agricoltura di qualità e tutta la filiera ad essi collegata sarà inevitabilmente colpita, lo scenario sarà per 24 anni con vista piattaforma e raffineria.

Noi, insieme ad altre associazioni facenti parte della Rete Emergenza Ambiente Abruzzo, capeggiati dalla risoluta Dott.ssa Mariarita D’Orsogna, abbiamo prodotto e invitato altri a produrre osservazioni al progetto che possano bloccare il procedimento di VIA in atto, come già fatto per le precedenti piattaforme (Elsa 2, Rospo Mare…). A questo proposito ringraziamo la provincia di Chieti per l’operosità e gli incontri di consultazione con le associazioni, tutti comuni che si stanno adoperando a produrre osservazioni e lettere di dissenso, non meno i comparti economici e sociali, le associazioni e i semplici cittadini.
A pochi giorni dallo scadere dei termini, siamo preoccupati invece del il silenzio della regione.

Invitiamo chiunque voglia sostenere questa massiccia opera di mobilitazione a farsi sentire inviando il proprio dissenso scritto e le osservazioni al progetto presso la:

Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Attenzione: Ombrina Mare – concessione d 30 BC MD – Mediterranean Oil and Gas
Via Cristoforo Colombo, 44 – 00147 Roma

Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Attenzione: Ombrina Mare – concessione d 30 BC MD – Mediterranean Oil and Gas
Via dell’Arte, 16 -00144 Roma

se avete la posta certificata potete spedire a :
– dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it
– urp@pec.politicheagricole.gov.it

Associazione WWF- Zona Frentana e Costa Teatina
Presidente Ines Palena,
Gruppo Petrolio Fabrizia Arduini

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gennaio 26, 2010 at 10:43 am

Firma on line contro la cava

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Via Libera Associazione Barbarica

Petizione on-line CONTRO LA CAVA

Cari amanti di Punta Penna,

ora è possibile firmare la petizione on-line contro la cava. I promotori e il testo della petizione, sono gli stessi di quella cartacea, la cui diffusione è cominciata al bellissimo presidio di domenica scorsa.

Il vantaggio, ovvio, è la possibilità di firmare la petizione anche stando lontani da Vasto.

Diffondete il più possibile. Siamo quasi 5000 membri del gruppo (facebook ndr). Superiamo questo numero con la petizione.

Questo il link dove poter firmare:

http://firmiamo.it/controcavapuntapenna

http://www.associazionebarbarica.org/?p=10906

Coppa Italia di Supermoto: tutti pazzi per “Comodino #200”!

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Riceviamo e pubblichiamo

Coppa Italia di Supermoto: tutti pazzi per “Comodino #200”!

Manda in delirio il pubblico che assiste alle sue gare spericolate, stupisce i blasonati team che partecipano alle stesse competizioni e ultimamente spopola sul social network “Facebook”. Non parliamo di Valentino Rossi, né di Andrea Iannone. Stavolta il campione in questione si chiama Daniele Di Cicco, alias “Comodino #200”, ha 28 anni, vive a Monteodorisio, e nel 2009, in sella alla sua Honda 450, ha partecipato per la prima volta al campionato nazionale di Supermoto (conosciuto anche come Supermotard), classificandosi al secondo posto, con lo stupore di tutti gli esperti del settore che lo considerano un vero e proprio fenomeno!


Il Supermotard è una competizione tra moto da cross con gomme da strada, che si articola su percorsi misti (il 70% della pista è su strada, la restante parte è su terra); qui i piloti sfrecciano, saltano, “derapano” e compiono numerose altre acrobazie che rendono avvincente ogni singola gara.

Il 19 marzo prossimo, con la tappa di Castelletto di Branduzzo (Pv), partirà il campionato nazionale 2010 e Daniele intensifica gli allenamenti:‹‹L’anno scorso sono arrivato secondo a causa di una caduta avvenuta all’ultima gara. Quest’anno, grazie al prezioso supporto del motoclub “I Briganti della Torre” di Monteodorisio, cui va tutto il mio ringraziamento, parteciperò sia al Campionato Coppa Italia FMI, sia al Trofeo Centro Italia. In quest’ultima competizione sarò affiancato da altri due giovanissimi associati, Valentino Cupaioli e Fabio Di Toro Mammarella, che fanno parte del mio team. E’ economicamente dispendioso partecipare a queste gare, ma la passione e l’entusiasmo per i risultati già raggiunti mi spingono a proseguire su questa strada: spero di trovare qualche sponsor per questa stagione giunta ormai alle porte!››

L’attesa per l’inizio del campionato è particolarmente sentita anche nella sede del motoclub “I briganti della Torre” di Monteodorisio: ‹‹Siamo orgogliosi dei nostri tre tesserati che andranno a rappresentare il territorio ed il motoclub nei campionati nazionali! Crediamo nelle loro qualità e li supporteremo costantemente nelle sei gare di ciascun campionato che si svolgeranno in tutto il territorio italiano! Invitiamo tutti a seguire ed a sostenere questi giovani, soprattutto nelle due tappe casalinghe che si svolgeranno tra giugno e luglio presso il circuito che a breve verrà inaugurato ad Ortona. Chiunque volesse avere informazioni dettagliate sulle tappe e sui piloti può contattarci attraverso la pagina facebook del motoclub››.

Rosario Di Giacomo
Segretario del Motoclub “I briganti della Torre” di Monteodorisio